Pronti per la gara? Intervista alla squadra di School Bots




Lavorano davanti a computer, con stesa per terra una specie di cartina, che raffigura una piccola città, con delle piccole costruzioni di LEGO, che fanno da missioni. Infatti, ognuna di queste piccole costruzioni servirà, una volta in gara, a svolgere delle missioni, delle piccole prove che, in un minuto, i componenti della squadra dovranno far eseguire a piccoli robot, anche quelli costruiti in LEGO, programmati grazie ad un software. Questi mini-robot sono in tutto quattro, e ognuno ha una caratteristica diversa: uno ha quattro ruote, che danno più potenza, dato che questo robottino deve compiere una missione molto semplice, ma allo stesso tempo complicatissima: salire una rampa fino ad arrivare a due bandierine. Un altro ha un braccio meccanico che serve a girare una piccola leva. Un altro non ha un braccio meccanico, ma ben due! Questo serve a togliere una piccola sbarra da una piccola altalena, dove sopra è montato un omino di LEGO. Un altro ancora deve svolgere una missione (a mio parere la più difficile), che prevede di far cadere tre piccoli paletti che servono a sostenere una piccola casetta, senza però farla crollare. Questa prova è tutta una questione di calcoli e, anche se uno solo di questi è errato, può fallire completamente. La sta eseguendo un alunno della terza media, Abdul Hamed, che ho intervistato: 

  Perché hai deciso di partecipare a questa gara di robotica?

 Perchè sono molto interessato alla tecnologia, mi piace programmare e ho subito capito che ci sarei potuto riuscire. 

 Come mai hai deciso di eseguire una missione così difficile? 

Volevo mettermi alla prova. più che altro perché pensavo che fosse molto più facile. inoltre ora sono rimasto da solo, perché la persona che era incaricata di aiutarmi è assente. Però questo mio amico mi ha aiutato, ma oggi non poteva venire. 

 Ti piace la robotica? Perché? 

 Adoro la robotica, sia costruire i robot che programmarli. Non so perché mi piace, ma so solo che voglio mettermi alla prova e farmi valere.


 Dopo, ho intervistato Riccardo Princi, sempre alunno della terza media. Anche lui sta lavorando alla programmazione dei robot.

A che missione stai lavorando? 

 La mia missione consiste nel far salire un robot su una rampa, e farlo frenare esattamente su due bandierine, che si trovano all'estremità della rampa. 

 Perché hai deciso di partecipare alla gara di robotica? 

 Perché la matematica, assieme alla robotica, sono le mie materie preferite e perché mi piace lavorare con i computer. 

 Ti piace la robotica?  Perché? 

 Si, mi piace molto la robotica, perché sono sempre stato interessato ed appassionato alle materie scientifiche/matematiche. Infatti andrò a fare il liceo scientifico Leonardo Da Vinci, a Firenze. 

 Il 15 febbraio, i ragazzi sfideranno altri giovani programmatori nella gara annuale FIRST LEGO LEAGUE ITALIA. La gara consiste, infatti, nello svolgere delle missioni e, a missione svolta, se riuscita, verranno aggiunti 20 punti alla squadra. Oltre alla nostra squadra, gli School Bots, parteciperanno altre otto squadre. La gara è costituita da tre round, ognuno di due minuti e mezzo e le squadre hanno 4 minuti, prima di ogni round, per prepararsi alla gara. Chi è l’ideatrice di questo progetto? La nostra professoressa di matematica e scienze, Stefania Zini. L’ho intervistata il giorno prima della gara. 
 Come mai hai deciso di iscrivere la Scuola-Città Pestalozzi a questo progetto? 

 Ho deciso di iscrivermi perché me l’ha proposto una mia collega del Cellini, Ilaria Cantini così, dopo aver parlato con Stefano ed Enrico di Terza Cultura, ho realizzato che potesse essere un' attività ludico-didattica per coinvolgere tutti gli studenti della mia classe. La gara inoltre prevede una valutazione su tre aspetti: il progetto tecnico, scientifico e i valori fondamentali. 

 Da dove deriva il nome School Bots? 

School deriva da scuola in inglese, mentre Bots deriva da robots. L’hanno deciso gli alunni della terza media. C’erano anche molte altre proposte, abbiamo votato ed è stato eletto il nome School Boots come nome della squadra. La nostra classe fino ad ora non ha mai partecipato a una gara di robotica. 

Perché riponi tanta fiducia nella nostra classe? 

Perché siete una classe molto eterogenea, sia per interessi, capacità ed attitudini. Questa gara permette a tutti di mettersi in gioco, secondo le proprie capacità. Chi era bravo a disegnare ha preparato le magliette, chi era bravo a scrivere ha scritto un diario di bordo e ha scritto per il blog, chi era bravo a programmare è stato scelto per partecipare alla gara. Altri si sono impegnati nel progetto tecnico ed innovativo. Per me come insegnante è molto bello quando i ragazzi lavorano con entusiasmo, anche stando a scuola più tempo del previsto. A questo punto non possiamo fare che augurare in bocca al lupo alla Scuola-Città Pestalozzi, o meglio, School Bots!

Rocco Sebastiani

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