27 gennaio 2020. Un dolore che ci ha reso più forti


La performance il Canto della Banchina, a cura della professoressa Marta Monnecchi,  è stata presentata alle classi delle elementari e delle medie che hanno partecipato con attenzione. Ascoltare i compagni pronunciare le parole delle vittime dell'Olocausto e vedere il numero che si erano scritti sul polso, in memoria dei prigionieri dei lager, ha permesso loro di sentire più vicina la tragedia che, in ogni modo, noi adulti tentiamo di raccontare.


27 gennaio 2020. Ricordare un dolore che ci ha resi più forti e coraggiosi. La terza media della Scuola-Città Pestalozzi ha messo in scena per il giorno della memoria un piccolo spettacolo. Leggevano e declamavano testi tratti da libri come “Il diario di Anna Frank”, "Se questo è un uomo" di Primo Levi e il testo teatrale”L’istruttoria” di Peter Weiss. Spiegavano il significato del dolore provato da tante persone innocenti che i nazisti consideravano impuri e inferiori: ebrei, omosessuali, rom,.. e raccontavano attraverso una lettura e “mise en espace” cosa gli ebrei avevano subito durante il viaggio per arrivare ai campi di concentramento e cosa avevano dovuto sopportare. Questo piccolo spettacolo non è stato creato tanto per fare scena, il suo compito era mandare un messaggio molto chiaro: cose terribili sono successe in passato, carneficine, omicidi e guerre anche nel nostro paese. Nessuno può definirsi completamente innocente, ma si può decidere se dare un senso al resto della propria vita o lasciarla scorrere tra le mani del destino perché si è pentiti di un errore o di un fallimento. Alcune persone sono contrarie allo spiegare ai ragazzi i pericoli che minacciano la vita e la gravità delle cose accadute durante la storia, ma io credo che sia un modo di negare la possibilità di conoscere e farsi un’idea di come è fatto il mondo prima di essere contagiati dalle idee e dai giudizi altrui.

Anna Casetta




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