"Alla Carraia". Racconti del mistero e di terrore /2


Disegno di Riccardo P.
Disegno di Rocco S.

Un gruppo di amici di Firenze (Marta, Giovanni, Riccardo, Abdul, Pietro, Rocco, Giorgio e Raoul), erano andati a un compleanno al Giardino della Carraia. C'erano molti bambini e Abdul propose di salire al campetto da calcio, che si trovava nella parte alta dei Giardini, al termine di una lunga scalinata.
Appena arrivati i ragazzi videro dentro una porta del campetto due piccioni morti. Si avvicinarono e schifati decisero di tornare giù. Mentre tornavano indietro videro un uomo morto sotto un albero, con delle schegge d'oro vicino alla gola, che era tutta insanguinata. Alcuni bambini cominciarono a urlare per la grande paura.
Allora decisero di dirlo ai genitori.
- Non ci credo!! - disse la madre di Giovanni.
- Invece c'è! - rispose Giorgio.
- Dai ragazzi... Tornate a giocare - disse il padre di Riccardo.
- Almeno venite a vedere! - insistette Rocco.
- Va bene - dissero i genitori, con poco entusiasmo.
Ma quando arrivarono sotto l'albero incredibilmente il cadavere non c'era più.
- Okay ragazzi, non ci disturbate più! - disse con tono arrabbiato il padre di Pietro.
- Ma...ma...c'era, ve lo assicuriamo! -
- Basta!!! - disse il padre di Abdul.
I ragazzi cominciarono a cercare il cadavere scomparso e girando in lungo e in largo, decisero di entrare in una delle casette del giardino. Entrando in una di queste, sentirono un orribile puzzo di cadavere e passarono in un’altra stanza dove, sopra ad un tavolo, c'era un liquido rosso scuro che colava ed in cima, la testa del loro maestro di italiano Roberto!!!
La toccarono e si aprì un passaggio segreto. Lo presero. A quel punto si ritrovarono in una stanza dall’alto soffitto, poco illuminata; in mezzo alla stanza scintillava una falce d’oro impugnata da un uomo con la faccia coperta dall’ombra. L’uomo avanzò lentamente verso di loro brandendo la falce, minaccioso.
Allora uno dei ragazzi prese una pistola che aveva trovato lì per terra e uccise l’uomo.
I bambini ritornarono dai genitori e li convinsero a seguirli anche questa volta e in questo caso i genitori dovettero ammettere che i bambini avevano ragione. Abbracciarono i loro figli, felici per lo scampato pericolo, e telefonarono alla polizia.


Rocco S., #C2006

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